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Gli albori

La Cineteca Sergio Arecco è frutto della passione per il cinema coltivata per sessant’anni dal suo fondatore, maturata, a partire dalla precoce frequentazione delle sale nel corso della giovinezza, fino a forme sempre più strutturate e specializzate: tesi di laurea su Bergman, quarantennale collaborazione a riviste del settore, stesura di libri monografici e di dizionari di ampio respiro.

 

Da Lumière e Méliès a Lanthimos o Del Toro, tanto per fare il nome di due cineasti di oggi vincitori di premi e di statuette. E, in mezzo, l’intera storia della Settima Arte, anche nelle sue figure ed espressioni minori - poiché il cinema, nella sua globalità, non è fatto solo di capolavori ma anche di film di genere, i più diffusi di questi tempi, o di serie B - di grande interesse e, in ogni caso, indispensabili alla comprensione dell’insieme.

 

Al fine di fornire all'utenza un accesso il più completo e pertinente, in modo da soddisfare le specifiche preferenze, magari alternative agli standard della cinefilia pura: da un lato i cosiddetti “film da festival”, dall’altro i film di genere, anch’essi oggi diffusissimi in sala e, a volte in concorrenza o in concomitanza, con i film di qualità.

 

Se si cerca l’introvabile Marcia nuziale di Erich von Stroheim, qui, lo si trova, se si cerca l’introvabile Come tu mi vuoi di Greta Garbo, qui, lo si trova. Se si cerca l’intera filmografia, introvabile, di Marlon Brando o di Marlene Dietrich o di Nagisa Ôshima, o anche il tutto-Chaplin, qui, si trova. Come altresì il corpus maggiore della Mos’film sovietica, qui, lo si trova; come si trova, sull’altro versante, Jerry Lewis o il musical o il gangster-movie, o i western americani, in dosi massicce, come tutto il resto.

 

Nella CSA non c’è ovviamente tutto, ma è lecito affermare che c’è molto di quell’inarrivabile tutto, e che le acquisizioni in progress rendono il fondo sempre più appetibile, in fatto di rarità come di opere rilevanti.